
Da oggi iniziano ufficialmente le vacanze di Natale, per i miei figli. Il mio pensiero, mentre finivamo di pranzare e Meggy in braccio a me cercava di afferrare tutto quello che c’era in tavola, è andato indietro nel tempo, allo scorso anno.
Recite di fine anno, spettacoli, saggi di scherma e preparativi per il Natale milanese e il capodanno siciliano, furono le cose che mi distrassero dai lievi sintomi di stanchezza perenne e nausea diffusa, che avevo iniziato a percepire da qualche giorno.
Il Natale fu strano, costellato da continui mal di pancia, poca voglia di mangiare tutte le cose che normalmente sulla tavola sarebbero durate molto poco.
Ma nulla, andavo avanti a citrato e brioschi, senza collegare le sensazioni ai ricordi.
Solo arrivata in Sicilia, con un’insalata di arance e finocchi davanti, su una tavola piena di ben di dio e un prosecco le cui bollicine mi riportarono la mente alla prima gravidanza, iniziai ad avere qualche sospetto.
Le arance siciliane restano per me il ricordo di una illuminazione verso un piccolo dubbio, dubbio che oggi ha 4 mesi e mezzo, ma veste 12 mesi, pesa non so più quanto e mi dorme teneramente in braccio col ciuccio e gli occhioni chiusi che vanno velocissimi.
È Meggy, che sembra essere da sempre parte delle nostre giornate.
Il più grande regalo di Natale mai ricevuto.
La ricetta è presto fatta:
Ho tagliato al vivo due arance tarocco di Sicilia.
Ho lavato e tagliato col pelapatate die finocchi.
Ho condito co sale, olio evo e pepe bianco.
Infine ho bagnato tutto con l’aceto balsamico di Modena.
